Due mesi

Due mesi fa, l’incontro.

A saperlo che da quel momento la mia giornata sarebbe stata monopolizzata da questo piccolino. Io che fino ad allora irridevo quelli che girano con le foto dei figli sul cellulare, che parlano solo dei figli e la cui vita sembra girare solo intorno ad essi. Io che adesso dico “non perché è mio figlio ma….” vantandomi di ogni sua bravura, della sua bellezza, di ogni nuova parola che impara, di ogni smorfia, sorriso o espressione che ogni giorno scopriamo sul suo viso.

Tutto questo merita di essere registrato, non sulle fragili pagine di fb che durano lo spazio di un commento ma su quello che è stato per anni il contenitore di pensieri e storie e che è destinato a diventare per lui un album di memorie che possa colmare le lacune dei suoi primi anni senza di noi. E allora parto proprio da due mesi fa, dal giorno in cui ci siamo incontrati e la nostra famiglia s’è allargata per accoglierlo.

Ricordo la telefonata di Bobo, il nostro referente locale, la sera prima; tra le poche parole dette m’era subito saltata alle orecchie “tomorrow”. A noi era stato detto che avremmo aspettato due forse tre giorni e invece di lì a poco saremmo andati a prenderlo. Quella notte dormimmo poco, nulla. Alle quattro già in piedi, alle cinque sono uscito per una passeggiata lungo la spiaggia, a fare qualche foto all’alba, quando la bassa marea lascia barche arenate e una miriade di conchiglie e altri gioielli del mare. E poi l’attesa spasmodica per le 9, orario dell’appuntamento. I regali pronti, spiderman in testa,  i vestitini preparati, noi due euforici ma con una punta di inquietudine, di incertezza per qualcuno che fino ad allora era solo una fotografia.

Ricordo passo dopo passo il tragitto fino all’Istituto, la calorosa accoglienza della direttrice e della sua collaboratrice, i sorrisi, il sentirsi rincuorati dall’ambiente in cui era vissuto, un senso di allegria, di pulizia, di vivacità che sentivamo avere accompagnato la sua crescita.

Un breve giro e finalmente arriva lui, con due sue foto strette in una mano, un sorriso disarmante e due occhi splendidi, due amarene lucenti. E sono stati baci e abbracci, i saluti tristi delle donne che l’avevano accudito, lui che era così “lovely”.

Una corsa in auto per completare l’iter burocratico, in  una fredda sala di un ufficio per quella cerimonia che non c’è stata, con lui che forse per la prima volta scopriva il mondo. Tutto il tempo a guardare fuori dal finestrino ed è lì che è cominciato il viaggio della meraviglia.

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9 risposte a Due mesi

  1. duhangst ha detto:

    Una bellissima notizia, non aggiungo altro.

  2. Pingback: Fiabe | chi ha paura di virginia woolf?

  3. lucianaele ha detto:

    Bellissimo post………
    Buon lunedì e buona settimana.
    Luciana

  4. silykot ha detto:

    Sapevo che questo post sarebbe arrivato.
    Che bello!

  5. fab ha detto:

    😉 non perchè è tuo figlio ma…è davvero un bel bimbo con uno sguardo dolcissimo..

  6. Lilla ... ha detto:

    Eh si … Un figlio ti cambia la Vita per sempre e non è dolo un modo di dire!!!
    Thanh, ha già operato un piccolo miracolo: hai scritto un post lunghissimo!!!!!! 🙂
    Un bacio a tutta la famiglia!!! ♥

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