Adesso si chiama stage

Quando avevo circa venticinque anni mi fu offerta una borsa di studio presso un laboratorio in Inghilterra.

Partii con una malcelata incoscienza e un falso entusiasmo ma appena arrivai lì avvertii subito che era stato un errore. La mia millantata conoscenza dell’inglese si rivelò subito come un ostacolo alla possibilità di lavorare in team, l’odore della cucina inglese mi pareva nauseabondo, lo spazio angusto della mia residenza in un residence per studenti insopportabile e per di più l’importo della borsa di studio tradotto in sterline era ai limiti della sopravvivenza. Un susseguirsi di telefonate per spiegare le mie ragioni e nel giro di poche ore decisi di tornare. Presi il biglietto per il primo aereo utile per rientrare a casa e, due giorni dopo la mia partenza, ero di nuovo a casa. Ancora oggi rivivo quei momenti come una piccola sconfitta, una debolezza, una incapacità di sfruttare l’occasione che la vita mi stava offrendo di fare un salto, un’avventura, una esperienza ma tuttora non ne sono pentito. Lo rifarei, in quelle condizioni, allora non ero pronto.

Sarà per questo che oggi ho difficoltà a trovare gli argomenti per tranquillizzare G. che è partito per il Canada per uno stage di lavoro. Una opportunità dopo che si è arenato nei suoi studi  scelti senza troppa convinzione. Certo gli argomenti non mancano, soprattutto le differenze, prima fra tutte la rete internet che ti consente di stare in contatto in ogni momento e con chiunque. Ma lo so che è dura lo stesso.

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6 risposte a Adesso si chiama stage

  1. fab ha detto:

    Credo sia dura. Ho due nipoti che sono “emigrati” in Belgio, praticamente rispetto al Canada, è dietro l’angolo ma a me mancano da morire…e credo anche a loro noi, visto che si fanno sentire sempre spessissimo.
    La tecnologia aiuta,, ma la presenza è tutt’altra cosa…
    (da tempo immemorabile non mi segnalavano aggiornamenti sul tuo blog, molto lieta di averti riletto)

  2. Lilla ha detto:

    I cambiamenti mettono sempre inquietudine e paura … Non sarà facile ma di sicuro sarà un’esperienza di Vita in più! In bocca al lupo al tuo amico G.!! 🙂

  3. duhangst ha detto:

    Non è mai facile stare all’estero, ma si spera che serva per il futuro.

  4. Chit ha detto:

    La lontananza rende spesso tutto più difficile ma credo obblighi anche a crescere prima del tempo quindi non posso che fare a G. i miei migliori auguri ed un sincero in bocca al lupo per la nuova esperienza.

  5. mizaar ha detto:

    la mia prima settimana dei quattro anni che ho trascorso fuori casa per studio – e non c’era internet – l’ho passata piangendo. ero in una città sconosciuta, un nulla in mezzo ad una moltitudine. è vero, la lingua mi era nota, ma come risolvere il problema del vuoto? per fortuna ci pensò l. compagno dolcissimo di quegli anni, ancora carissimo amico, a togliermi dall’impaccio. gli chiesi: dove posso comprare della carta da disegno? e fu amicizia! auguro a g. tanta carta e tanti l.!!! 😀

  6. Sonja A. ha detto:

    Sicuramente la rete rende meno difficile il ‘salto’, ma (e lo dico anche per esperienza mia) concordo col fatto che sarà comunque un percorso duro.
    In bocca al lupo, G.!

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