Il pranzo di Babele

In questi giorni, in occasione dell’anniversario dell’unità d’Italia, si sono fatti più frequenti i discorsi con amici del Nord e del Sud, isole comprese, sull’effettiva realizzazione di questo progetto.

Uno degli argomenti più dibattuti è stato quello dei dialetti che per qualcuno sono da considerarsi lingue e, come tali, protetti e valorizzati. Ebbene, ieri tornando da Sorrento in treno, ho provato a immaginare cosa sarebbe acccaduto nel caso di un federalismo estremizzato fino a riconoscere a ogni dialetto la dignità di lingua ufficiale di una regione, di una città, di un paese. Per cui a ogni stazione la fermata sarebbe stata annunciata con tanto di nome locale con la giusta cadenza. Considerando che almeno qui da noi, due paesi contigui hanno dialetti diversi ma soprattutto cadenze diverse, ho rivissuto la torre di Babele.

 

 

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6 risposte a Il pranzo di Babele

  1. salmastro ha detto:

    buona pasqua caro mauro
    nel tuo girovagare avrai notato che in trentino alto adige cosi come nelle vallate al confine con la lombardia, vedi zone come marilleva, appena dieci case sono comune ed oltre il ponticino di un torrente altre dieci case formano un altro comune…
    ma è palese che un modo di spremere quattrini allo stato essendo zone a statuto speciale

  2. paperi si nasce ha detto:

    I dialetti sono un patrimonio e una cultura, ma ci deve essere una lingua unica e comune per tutta la nazione.
    Sono in una zona dove si ostentano i nomi dei paesi in dialetto Lombardo (con effetti a mio avviso anche comici) per rimarcare la differenza e le divisioni, e per questo una cosa come quella che ipotizzi tu (sebbene in maniera ben più romantica) mi fa venire l’orticaria!

  3. alianorah ha detto:

    Magari dirlo in italiano e in dialetto sarebbe un compromesso ideale.

  4. Giulio GMDB© ha detto:

    A me piacciono i dialetti anche perchè a Trieste se ne fa largo uso. Però sono sempre stato contrario a considerarli lingue. Nel vicino Friuli, il friulano è addirittura materia scolastica: una cosa assurda. I dialetti vanno usati in famiglia, fra amici… ma in tutto quello che è ufficiale o aperto verso l’esterno usiamo l’italiano che già così siamo abbastanza provinciali

  5. Robba12 ha detto:

    Sarebbe simpatico però… mi piacerebbe arrivare a casa con l’annuncio benvenuti a Ciass 🙂

  6. mizaar ha detto:

    che bellezza rivederti. ci hai messo dieci giorni da sorrento a napoli?
    ma quanti chilometri sono??? 😀

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