L’inutilità delle cose

Se una cosa è diventata inutile meglio disfarsene.

A che serve conservarla in un cassetto o in una cantina se ormai non serve più? L’illusione, falsa, che tanto un giorno potrà tornare utile? 

Come gli appunti dell’università che non rileggeremo mai, il giaccone quasi nuovo che non tornerà di moda o come un organo che non suonerà più.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Note personali. Contrassegna il permalink.

17 risposte a L’inutilità delle cose

  1. Claudio ha detto:

    Spiacente ma non ce la fò a buttare i ricordi…

  2. Ferdinando ha detto:

    Neppure io ci riesco a disfarmi facilmente delle cose passate… Cos’altro resterebbe a testimoniarlo. Però poi, mi prende il raptus liberatorio, quasi vandalico…

  3. Silykot ha detto:

    Io mi affeziono alle cose e faccio una gran fatica a buttarle via. Ho nell’armadio jeans di 20 anni fa, non parliamo delle borse e nemmeno nominiamo i vestitini dei miei bimbi quando erano neonati: ce ne sarebbe per un intero mercatino dell’usato."stip ca truv" è anche la mia filosofia, Ernesto… solo che la mia ha un accento un po’ più pugliese! 🙂

  4. Ernesto ha detto:

    Qui siamo per la scuola "astipa ca truov" – "conserva che troverai". Il nonno, pace alla sua anima, conservava di tutto, vecchi chiodi tirati via da legna oramai da ardere, pezzi di spago riciclati, spezzoni di ferro usati l’anno prima per legare i pomodori, vecchei tele di sacchi rotti, ottime per tenere al buio le patate, di tutto di piu’, ho ancora la sua scodella del militare. E devo dirti che la strategia paga, a patto di avere spazio a disposizione, ho riclato mirabilmente vecchie prese a muro ricavandone prolunghe mobili.Idem per me anche se, come Nando, ogni tanto faccio un po’ di pulizie stagionali, tuttavia il mio "retention time" e’ alto, anni e anni…..ciao ciaoErnestops. giaccone da neve (comprato a Cmare 🙂 solo 17 anni fa, pagato un botto, e’ come nuovo, nemmeno sbiaditi i colori!!!

  5. Flavia ha detto:

    Impossibile disfarsene perchè sarebbe come buttare via una parte di noi stessi…Però ci sono cose che tornano utili. Tipo un maglione di 10 anni fà che ancora ti sta d’incanto addosso. Ti migliora la giornata e l’autostima dopo le abbuffate natalizie! 🙂

  6. Josef ha detto:

    Qualcuno deve aver dato via la mia fortuna. Una volta l’ho usata ed aspettavo solo il momento giusto….

  7. Laura ha detto:

    mi domando ma questo pensiero filosofico può valere anche per le persone o meglio per i rapporti di amicizia?

  8. Virginia ha detto:

    come diceva quello? nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma…:-DDgli appunti dell’università possono prontamente essere usati come fogli per le liste della spesa, il giaccone demodè può essere accomodato dalla sarta anna – bravissima, una maga del trasformè!!! – e via di questo passo! in realtà butto il buttabile, senza remore:-DD

  9. clelia ha detto:

    O le vecchie fotografie, i pastelli seminuovi, le pentole bucate e i numeri telefonici di amici scomparsi da anni. E le multe pagate.Di alcune cose finalmente riesci a sbarazzartene, salvo poi a rimpiangere di averlo fatto perchè finalmente ti servivano! Quando questo succede, è il colmo della rabbia.

  10. Giulio ha detto:

    In genere concordo anche se alcune cose son ricordi che, anche se non useremo mai più, ogni tanto fa piacere rivedere…

  11. Edoardo ha detto:

    E’ una questione di spazio e di cartoni.

  12. Fabio ha detto:

    C’è sempre ebay… ma occhio alla percentuale

  13. ariel ha detto:

    dipende….:-)

  14. Signora ha detto:

    beh, a volte serve anche l’illusione no? oggi siamo tutti tecnologici, viaggiamo con schede e microchip, ma pensa che bello far vedere ad un ragazzino un telefono a disco o un gettone telefonico? o il vecchio mangianastri che riparavamo da soli tutte le volte che l’elastico del piatto saltava! ahhh… sospiro…. sul tempo che fu :-)[e forse per non dimenticare le nostre radici tendiamo a tenere cose inutili… ma che sentiamo ancora vive.]ps. niente appunti… ma la grammatica di francese e la storia della letteratura italiana (il Salinari-Ricci) e francese (la Lagarde-Michard) di 5A superiore fanno ancora bella mostra di sè nella mia libreria! 😛

  15. Federico ha detto:

    Mauro, metti il dito nella piaga. Ho trascorso i giorni tra Natale e oggi a mettere ordine. Nel mio pc, a casa mia, nel mio ufficio (il ben noto tormentone continua…) e a ogni pezzo di carta, a ogni rottame di macchina fotografica o telefonino, sono rimasto lunghi minuti a chiedermi cosa farne…Però gli appunti dell’Università ce li ho tutti!

  16. Du ha detto:

    Però sai, ha il suo fascino quel cartello con il simbolo del telefono.

  17. Lilla ha detto:

    tendenzialmente sono d’accordo … occorrerebbe un intero palazzo per ognuno di noi se solo conservassimo tutto, ma proprio ‘tutto’ … però, ciò non toglie, che ci sono cose (inutilissime) che non si riesce a buttare … anche un minuscolo pezzetto di carta, porta con se il ricordo di qualcosa di importante … se continuiamo a portarcelo dietro nel tempo … e le cose importanti, non si possono buttare solo perchè sono inutili, o no??? 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...