Sono comuni le cose degli amici

Il titolo è tratto da un passo del “Fedro” di Platone, di cui è riportato a inizio libro un breve dialogo tra Socrate e, appunto, Fedro.
E’ il romanzo di esordio di Matteo Nucci e mi ha colpito perché con una costruzione sintattica originale mette in evidenza la comunione di sentimenti e di eventi che lega due o più persone sotto il vincolo dell’amicizia.
Ed è solo riconoscendo questo patto non scritto, non detto, che ci si può allontanare dal tavolo dove sono seduti gli amici, tornare e capire che hanno cambiato argomento, stanno parlando d’altro, e sentirsi per un po’ esclusi dal giro.
Ma dura poco, dopo alcune battute, si è di nuovo nel circolo.
 
 

 

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14 risposte a Sono comuni le cose degli amici

  1. Silykot ha detto:

    Non voglio scrivere banalità e, d’altra parte, condivido perfettamente quel che hai scritto… non c’è bisogno di aggiungere altro.E spero proprio che prima o poi a quel tavolo ci siederemo insieme, ma davanti a una magnifica pizza!!!! 😀

  2. Paola ha detto:

    sgrunt… mi sono riletta. Sono stata un pochino contorta nello spiegarmi? ;-(ma hai capito, vero? 🙂 come mi sento milanese quando scrivo così…. non ridere troppo… grazie! 😦

  3. Paola ha detto:

    Ho risposto al post di Lilla…aveva preso spunto dal tuo…Tu sei una brava e bella persona, intelligente quanto basta (e non poco) a capire che basta poco per cadere vittima del fraintendimento. Ci si può sentire feriti a volte per una sola parola, detta male o non detta, che è ancora peggio.Perciò è con vero piacere che entro qui, ti commento dopo aver letto con piacere i tuoi successivi commenti dai "nostri amici"…ti abbraccio e buonissima giornata!

  4. Virginia ha detto:

    e metto in elenco il libro!:-))

  5. Virginia ha detto:

    siamo o non siamo un circolo pickwick?:-))so per certo che anche dopo tempo, anche dopo una vita passata ognuno per proprio conto, trovi la stessa persona di un tempo disposta ad ascoltarti e tu a fare altrettanto. è difficile condividire la quotidianeità con un amico, a meno di non averlo sposato. eppure, nonostante tutto, anche senza non dirsi nulla il pensiero va a convogliarsi sull’altro, per l’altro. non c’è bisogno di stare nel circolo, di dirsi, di trovarsi. c’è bisogno di sapere che quella persona è comunque lì quando la vuoi, quando ti vuole.

  6. Lilla ha detto:

    ci sono allontanamenti dovuti a ‘cause di forza maggiore’ ed allontanamenti ‘volontari’ … in ogni caso, se l’amicizia è ‘vera’, non ci saranno grossi cambiamenti al nostro ‘ritorno al tavolo’ … in fondo, gli amici ce li scegliamo, no?? … 🙂

  7. fab ha detto:

    Meglio così

  8. Scaglia ha detto:

    io non riesco mai ad entrare nel circolo…E’ un oscuro presagio?

  9. Du ha detto:

    E’ vero gli amici riescono a riportarti in circolo e senza farsi accorgere anche.

  10. Josef ha detto:

    Mi viene voglia di leggere….

  11. Signora ha detto:

    "…si è di nuovo nel circolo… " o forse si è sempre stati in quel circoloPS. però, in senso estremamente lato e generico, non capisco: se "ci si allontana" volontariamente, non ci si può sentire ‘esclusi’.

  12. Federico ha detto:

    L’importante è sapere che la sensazione di esclusione è solo apparente, e si è sempre parte (fondante e fondamentale) del circolo…

  13. Edoardo ha detto:

    Sì, mi sembra che questa sia amicizia.

  14. micky ha detto:

    sembra interessante!

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