Anche l’h finale

Con una semplice formula di rito, gli autori possono raccontare nelle loro opere qualsiasi storia abbia attinenza con la realtà, descrivere fatti veri, personaggi esistiti, magari cambiandone il nome.

Non ho trovato traccia di questa frase però nell’ultimo romanzo che ho letto, “Chi ha ucciso Sarah?”.

L’autore, salutato dalla critica, come uno degli scrittori emergenti, scelto da una sofisticata casa editrice,  narra in poche pagine la storia di Sarah, una ragazza della buona borghesia napoletana, che vive in una zona bene della città e che viene trovata morta in piena estate, proprio a ferragosto. Nei giorni successivi si scatena la caccia all’assassino, fino a scoprire che la poverina è morta per un ictus.

Purtroppo, anche se in nessun punto del libro e nemmeno nelle interviste all’autore sia minimamente accennato, la vicenda è realmente accaduta. La ragazza si chiamava Deborah e l’h finale è solo uno dei punti in contatto con la storia narrata nel romanzo.

Che tristezza.

 

 

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14 risposte a Anche l’h finale

  1. Fabio ha detto:

    io sono Fabioh

  2. maria ha detto:

    Cosa non si fa per la fama(h).

  3. Mauro ha detto:

    @ Micky: rimani una fonte affidabile, purtroppo stai centellinando i tuoi consigli…

  4. micky ha detto:

    adelphi che "toppa"? Non si sa più di chi fidarsi… (a parte me e i miei "libri consigliati", ovviamente)

  5. Virginia ha detto:

    insomma anche adelphi qualche volta toppa!ciao maurè, buona domenica!

  6. Mauro ha detto:

    @ Paola & Virginia: no, la storia è già nota, ed è resa ancora più scarna rispetto alla realtà, i personaggi appena tratteggiati, la città descritta con i soliti luoghi comuni.

  7. Lilla ha detto:

    che tristezza, hai ragione …riguardo alla ‘acca’, appena finita la scuola, per un anno ho insegnato inglese ai bambini delle elementari … il primo giorno, quando si sono ‘presentati’, una di loro mi ha detto ‘mi chiamo Deborah con la acca’ … 🙂

  8. Paola ha detto:

    L’acca aspirata in voi uomini vi ha sempre "ispirato"….più che da tamarra sofistica direi da porcellona….poi per quanto riguarda questa storia, che tristezza. Ma ti è piaciuto il libro?

  9. Giulio ha detto:

    Quindi se prendo spunto da tutto quello che ultimamente i giornali hanno scritto sull’influenza H1N1, sai che romanzo che viene fuori? Almeno 5 volumi 🙂

  10. Fabio ha detto:

    l’H è un semplicissimo orpello. appesantisce un nome e gli da l’aria della tamarra sofisticata.(in genere agli scrittori emergenti preferisco quelli affermati)

  11. Virginia ha detto:

    però non ho capito se la vicenda scritta dallo scrittore emergente, pubblicato da adelphi, ti sia piaciuta o meno…

  12. Virginia ha detto:

    mi dispiace per la fanciulla " copiata ". però questa storia del nome con l’acca finale mi ha fatto venire in mente una compagnetta dell’elementare di g, mio figlio, che tornando a casa, dopo il primo giorno di scuola esordì con un: la mia compagna di banco si chiama debora di nome e acca di cognome!ancora adesso la chiamiamo così:-D l’acca finale è una cosa che ti segna per tutta la vita, altrochè!:-DD

  13. Du ha detto:

    Che morte triste povera Deborah.

  14. micky ha detto:

    problemi di scarsa fantasia?

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