Della bellezza dei rifiuti senza virgola

La Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto è una delle opere fondanti dell’arte italiana:  la copia di una statua classica della dea è posta di tergo di fronte a un cumulo di stracci cosìcché il concetto stesso di bellezza canonica viene rapportato con materiali di rifiuto.
Questo accadeva negli anni Sessanta.
Per pura provocazione mi chiedo se la stessa considerazione può essere estesa all’opera del mio vicino che in un momento di esaltazione artistica ha incollato nel cortile, vicino alla sua porta, una copia in gesso della Venere di Botticelli, l’ha dipinta d’oro e le ha laccato le unghie di blu, e per completare le ha messo in testa un secchio, sempre blu.
Se l’avesse fatto un esponente della pop art probabilmente si sarebbe parlato della copertura aurea come simbolo della ricchezza, del blu del mare da cui nasce Venere, del secchio rovesciato come metafora di una bellezza offesa che si nega  alla visione di un mondo ferito nell’ideale estetico, con lo smalto che evoca l’oscenità di un mondo immaginario che si materializza per effetto dell’elettricità che corre e fa vivere le nuove generazioni in un rifiuto di quel passato ormai cristallizzato nelle forme classiche…..e via dicendo in una sfrenata fantasia di concetti messi alla rinfusa.
O semplicemente è solo cattivo gusto, in entrambi i casi.
 

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16 risposte a Della bellezza dei rifiuti senza virgola

  1. Kalispera ha detto:

    Hai un vicino geniale!Per un attimo ho temuto avesse tenuto l’orribile venere di gesso così com’è…invece!Non è che baratteresti il tuo vicino col mio denominato Hannibal?TipregoTipregoTiprego!

  2. Sonja ha detto:

    Manco fosse un miracolo di pop art la vorrei….

  3. Federico ha detto:

    Che vicini originali, che hai…

  4. Fabio ha detto:

    io l’avrei anche siliconata un po’

  5. Claudio ha detto:

    Più che altro solo tanta invidia per aver tempo da perdere così!?!? 😀

  6. Azzurra ha detto:

    Provocazione o meno..A me la Venere degli stracci mi ricorda la montagna di panni che ho ancora da stendere! 😛

  7. Lilla ha detto:

    uhmmmm … secondo me il tuo vicino, visto l’avvicinarsi di sanremo, vuole soltanto tenere povia ed i suoi piccioni lontani da casa sua … ed ha trovato un moderno spaventapasseri!! 😉

  8. Josef ha detto:

    Per me è semplicemente un genio (il vicino).

  9. Oreste ha detto:

    Ora che ci penso, anch’io vorrei averti per vicino di casa se sei capace di "commentare" così bene le trovate cromatiche degli altri…

  10. Du ha detto:

    A mio modesto avviso saresti un grandissimo critico d’arte! A me tutte quelle cose non sarebbero mai venute in mente.

  11. Virginia ha detto:

    oddio, ecco cosa potrai fare da grande, il giulio carlo argan!mumblo con ross:-)))

  12. Signora ha detto:

    mmmh… ma non è che anche tu hai mangiato radici come Nando???Notte professore :-))

  13. Fabio ha detto:

    tu potresti fare il critico d’arteio avrei detto "fa stomèc"

  14. Oreste ha detto:

    Io penso che il tuo vicino abbia il diritto di cimentarsi e sperimentare, anche se il risultato può non piacere. Magari poi se le opere se le tenesse dentro casa, sarebbe meglio.

  15. ariel ha detto:

    …povera Venere….:-((

  16. Ernesto ha detto:

    Si potrebbe ipotizzare una sorta di test di Touring, ovvero mostrare ad due gruppi di critici una serie di opere in sequenza su sfondo neutro infilandoci la Venere dal secchio blu e chiedendo – al primo gruppo un giudizio su tutte le opere- al secondo di stanare quella "falsa":-)Si accettano scommesse sui possibili risultati.ciao a tuttiErnesto

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