Certe volte mi mancano le parole

Ho il difetto della sintesi. Questa capacità di riassumere un intero pensiero in poche parole, di condensare un concetto, non sempre è considerata una qualità.
Un discorso, una relazione, un semplice colloquio, devono essere arricchiti da frasi a effetto, piccole digressioni, rimandi, spiegazioni, confronti, ripetizioni e figure retoriche.
Quasi come se il mio sia un pensare per sintesi; un atteggiamento che proprio in questi ultimi tempi viene criticato associandolo alle accuse che vengono mosse ai nuovi media, soprattutto internet, perché costringe a letture brevi, passaggi veloci da una argomento all’altro con il rischio paventato di una superficialità nell’apprendimento.
Eppure si può essere profondi senza diventare prolissi o inutilmente verbosi, e scrivere dei post che sono piccoli racconti e che fanno nascere grandi discussioni. Per questo ringrazio Pitagora e i suoi discepoli, filosofi e altro.
Ho scritto troppo ma avrei voluto dire di più.

farf 

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11 risposte a Certe volte mi mancano le parole

  1. Fabio ha detto:

    a volte a me capita che per dire CIAO dico anche quello che ho mangiato a cena

  2. Michele ha detto:

    A me piace la tua capacità, e spesso te la invidio.
    Ma l’importante è che tu continui a leggere i miei post prolissi nonostante tutto.
     
    I più buoni verso di me sostengono che sono "troppo didascalico".

  3. Federico ha detto:

    La sintesi è sempre un dono, mai un difetto…
    Ma anche i Promessi Sposi, caro Fabio, non sono proprio da buttar via!

  4. Nicola ha detto:

    Dipende, esistono "esauriente" ed "esaustivo" apposta. Promessi Sposi: "La patata piace al ricco e al povero".

  5. Lilla ha detto:

    io sono il tuo esatto contrario: non ho il dono della sintesi … purtroppo …nè quando scrivo nè quando racconto qualcosa (dice una mia amica che racconto i film … a colori) … e questo, non è certo un pregio …tante parole non vuol dire tanto contenuto … ma ognuno è fatto a modo suo … ed io sono "parolona" … sei il mio esempio … io cerco di imparare da te … ed ogni volta rileggo un post e taglio, taglio … (pensa se non lo facessi!!!!!) … 🙂

  6. ha detto:

    preferisco la sintesi ….è più interessante leggere tra le righe a volte che perdersi in post chilometrici….

  7. Donatella ha detto:

    in un mondo pieno di gente che si parla addosso, e spesso parla a sproposito, apprezzo sempre di più chi non si perde in chiacchiere :-))

  8. Virginia ha detto:

    non esageriamo nell’autocontrollo, però! si rischia di diventare stitici:-D

  9. Josef ha detto:

    Difetto? Mi rammarico sempre quando non riesco ad esprimermi in maniera diretta.Il punto: tu riesci a farlo, e dai alle tue parole anche un certo effetto.

  10. Edoardo ha detto:

    Ce ne sono di argomenti, pro e contro. Però, fondamentalmente, la sinteticità è inadatta alla retorica. Altrimenti bisognerebbe essere proprio bravi.
     
    Mauro, io ti ringrazio dal più profondo del cuore! Se tu non fossi breve non ti leggerei. Comunque ricorda che essere essenziali è una forma di autocontrollo, altrimenti saresti smodato.
     
    I promessi sposi: "uno ama lei che è promessa a un altro". Fabio, non mi puoi battere in sinteticità; sono fatto di polistirolo!

  11. Fabio ha detto:

    I promessi sposi: 800 pagine per denunciare i soprusi che la gente comune subisce dai potenti. Oggettivamente preferisco la tua sinteticità!

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