La rana e la fontana

Qualche giorno fa il ministro dei Beni Culturali ha ammesso di avere difficoltà a comprendere l’arte contemporanea. Ed effettivamente è stata un’uscita poco felice. Però, bisogna ammetterlo, ognuno di noi ha pensato almeno una volta, guardando una di queste opere che si trattasse di una cosa davvero brutta.
A Napoli, in questi giorni, è riesplosa la questione della fontana di Tatafiore che qualche anno fa fu posta lungo la zona pedonale di via Scarlatti, e malgrado le proteste di cittadini e commercianti, l’opera è ancora là. A dire il vero è proprio brutta, una vasca squadrata con al centro un Vesuvio, in metallo ormai arruginito, con un’acqua stagnante, ricettacolo di cartacce e altra immondizia che i civilissimi cittadini vi gettano. L’artista ovviamente si è offeso ma possibile che non gli venga mai in mente a nessuno di questi che potrebbe anche trattarsi dui un’opera mal riuscita? E’ come la statua della donna disperata che anni fa fu posta davanti all’Istituto dei Tumori; certo non era una bella presentazione per i pazienti che infatti la consideravano di malaugurio. E fu tolta.
Il ridicolo nasce quando una di queste opere diventa il segno, il simbolo della libertà artistica nei confronti della chiesa, come la rana crocifissa, che mi rifiuto di mettere in immagine tanto che è brutta.
Per par condicio a questo punto dovrebbero essere abbattute tutte le statue di padre Pio che pullulano in ogni dove.
tataf
 
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12 risposte a La rana e la fontana

  1. Virginia ha detto:

    già la rana è brutta, ma come tutte le cose che creano polemica è diventata un simbolo. posto il principio anche padre pio lo è, ma è brutto lo stesso – e non me ne vogliano i fedeli:-))

  2. maria ha detto:

    In effetti ho appena commentato da Oscar Ferrari sulla bruttezza della rana crocifissa. Va bene che il bello è negli occhi di chi guarda, ma in certi casi, penso che gli artisti debbano sperare in un attacco di cecità generale.

  3. Federico ha detto:

    …in tutto questo aggiungo che, sebbene la rana crocifissa sia veramente raccapricciante nella sua bruttezza, sono assolutamente d’accordo con Malvino e con quello che scrive nel suo post.

  4. Federico ha detto:

    Non ho difficoltà ad ammettere che non solo non riesco ad apprezzare, ma neanche a capire le motivazioni di buona parte dell’arte contemporanea…
    Persino guardando Mirò, che mi piace tantissimo, ho a volte il dubbio che, con alcune sue opere, ci voglia allegramente prendere per i fondelli…
    Ogni volta che si parla di questa tematica, non posso non ricordare il brano di "Così parlò Bellavista" di De Crescenzo, dove Salvatore il portinaio e il suo amico spazzino discettano sul tema "ma l’arte moderna è arte o è ‘na strunzata"

  5. Du ha detto:

    La rana crocifissa è stato il vero tormentone dell’estate..

  6. Nicola ha detto:

    Se al posto della rana ci fosse stato un simbolo islamico l’avrebbero tolto immediatamente per paura di atti di terrorismo. Fosse stato alemeno un atto di coraggio non avrei avuto nulla da dire, ma ormai sparare sulla chiesa è più facile che sparare sulla croce rossa.

  7. Lilla ha detto:

    ma la rana crocifissa è la protettrice dei girini???

  8. salmastro ha detto:

    certo… una donna disperata davanti ad un centro di tumori è veramente di cattivo gusto ed auspicio

  9. Signora ha detto:

    Beh sono in parte d’accordo sull’incomprensibilità dell’arte contemporanea… ma non sono per nulla sorpresa che il nostro Ministro abbia delle difficoltà… e non solo sull’arte 🙂

  10. - Vincè - ha detto:

    Da me ci sono gli abbeveratoi…è lo stesso?CiaoVincè

  11. Paolo ha detto:

    p.s.
    una fontana simile a quella di Tatafiore è presente anche a Cosenza, in piazza dei Bruzi.
    guarda che roba

  12. Paolo ha detto:

    anche io ho difficoltà, da storico dell’arte, a comprendere pienamente l’arte contemporanea. troppo ermetica e troppo astrusa. alcune opere sono geniali, altre mere provocazioni per le istituzioni, il buon gusto e, perchè no, anche per la pubblica decenza (vedi i bambini impiccati di Cattelan) oppure i monumenti impacchetati di Christo. Mah!
    ma il problema interessa più l’arte degli ultimi 30-35 anni. movimenti artistici anteriori sono molto più comprensibili anche a chi non è un "tecnico" e sono carichi di significati filosofici e anche sociali non indifferenti
    ma l’arte è così. è espressione della mente umana, anzi della sua libertà.
    quando osservo cose per me "mute" mi sforzo di coglierne il messaggio e di elaborare una mia teoria.
    il bello dell’arte è anche questo.

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