Condominio

 
Questo palazzo è stato progettato da un allievo del Vanvitelli.
Con queste parole ci accolse la proprietaria della casa dove abitiamo.
Non è che ci immaginassimo un condominio abitato da nobili, magari decaduti pur con quell’alone di modi aristocratici che ancora impregna qualche titolato. E nemmeno potevamo credere che tre secoli di abusi edilizi potessero aver lasciato intatta qualche costruzione a Napoli. Considerando poi che ci sono più lavori negli appartamenti di questo condominio che in tutta la salerno-reggio calabria.
Il fatto strano è che a distanza di sei anni, ancora non sappiamo chi e quanti vivano in questo palazzo. A parte il nostro vicino, un liutaio danese, con il quale abbiamo instaurato una cordialissima indifferenza, saranno poche le persone che incontriamo in cortile e con le quali scambiamo un saluto.
Certo la loro presenza si avverte, uno ha la passione del karaoke e ultimamente si è lanciato nei canti religiosi, un altro litiga incessantemente con la moglie tenendo bene le finestre spalancate, qualcun altro ha una faccia che Lombroso stesso avrebbe timore di incontrare, un’altra suona il trombone nella banda di nonsodove. In fin dei conti non è che ci perdiamo molto a non stabilire dei contatti più profondi con queste persone.
Però mi dispiace. Avrei voluto vivere in un condominio di quelli raccontati da Ozpetek o di quelli di certi film italiani anni cinquanta, quando le distanze erano maggiori, pochi telefoni, pochissima tv, niente computer, e ci si accontentava del microcosmo condominiale.
Magari potremmo andare a vivere a palazzo Palladini.
                                                                 postoalsole
   
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16 risposte a Condominio

  1. vale ha detto:

    p.s. guarda la comunidad, un film spagnolo con Carmen Maura di Alex De La Iglesias e poi fammi sapere se vorresti vivere in un condominio dove tutti si conoscono….

  2. vale ha detto:

    hai provato a parlarci? solitamente se si prova a instaurare un rapporto la gente ti risponde bene…ehm no! che cavolo dico? nel mio palazzo la gente non dice nemmeno buon giorno e buonasera e ti lascia a piedi per non  farti salire in ascensore. e vabbè…si cummatte nella vita.

  3. Fabio ha detto:

    quello che racconti tu è la situazione che c’è adesso (credo) in tutti i condomini…io, per esempio, sarei sbroccato subito…abito a 10 mt da ogni mio vicino… ed ora sto sentendo la tv di quello di fronte… non è ce mi dia fastidio… però se penso che potrebbe essere a 30cm da me già mi viene una sincopenon ce la farei chiuso in un appartamento

  4. Federico ha detto:

    Il condominio è un microcosmo che riflette la cultura e l’evoluzione (o l’involuzione) di un popolo… In effetti il tuo condominio mi ricorda solo come rumori (ebbene sì, mi hai fatto sentire i rumori…) quello al quartiere Stella dove ho vissuto da universitario. La differenza è che lì tutti si conoscevano, a differenza di quello che racconti tu. E questo accadeva quasi per dovere, a prescindere dal piacere della conoscenza. I tempi sono evoluti, e adesso anche nel ventre di Napoli si può sopravvivere senza familiarizzare col vicino.
    Comunque, un abisso di differenza continua a esistere fra quello che succede da te (dove tu, in un modo o nell’altro, ci hai raccontato che fanno tutti i tuoi vicini…) e quello che succede dove sono io ora, dove nessuno sa cosa faccia il vicino (tranne il portinaio). Da me qualche anno fa quello della porta accanto è morto e hanno fatto anche i funerali, senza che io mi accorgessi di niente… Capisco che sono distratto, però…

  5. micky ha detto:

    il liutaio danese è intrigante! mi proporrei come suo apprendista…

  6. Fabio ha detto:

    ehi ciao!
    però..suggestive ed affascinanti le descrizioni dei tuoi vicini di casa..
    🙂
    io avrei già soppresso il karaokomane!
    ah, dimenticavo..quel sito di cui mi parlavi mi era già stato segnalato da un’amica..ma non ho ancora trovato il tempo per creare la mia biblioteca virtuale 🙂
    ciao!
    F.
     

  7. salmastro ha detto:

    non sono in grado di fare paragoni ho sempre vissuto in case singolecmq non amo segonare con il vicinato saluti tre bischerate stopma ricordo da ragazzo il periodo di vacanze passate dai miei zii a FUORIGROTTA era molto vivace quattro palazzi un unico cortiletutto molto allegro..una mattina rimasi affascinato dalla paziente meticolosità di un dirimpettaio, nel prepararsi il caffè, chiaramente con la macchinetta napoletana…. gran bei ricordi avevo 15 anni

  8. Virginia ha detto:

    mauro, meglio il liutaio danese che l’inquilina del piano di sopra affetta da trombamici estivi, fidati!

  9. Lilla ha detto:

    non credere che la realtà di roma e provincia sia diversa … nel palazzo dove abitiamo:
    1) di preciso non so neanche "quante" famigile ci abitino (dunque, calcolando 5 appartamenti a piano, per 6 piani compreso il piano terra piani dovrebbero essere 30 – 3 perchè in mansarda ci dovrebbero essere solo due appartamenti … direi 27 … ma non ci giurerei!!)
    2) "buongiorno e buonasera" con tutti quelli che incontro sulle scale ma … non ho mai messo piede dentro l’appartamento di qualcuno e viceversa …
    3) il "buongiorno e buonasera" scambiato … spesso non so se lo sto dicendo a qualcuno che ci abita o che si trova solo di passaggio …
    altro che film anni ’50 … altro che rapporti di buon vicinato … direi piuttosto rapporti di buon anonimato!!
    PS: alcuni di loro li riconosco "dall’odore" (leggasi "puzza") ma non li ho mai visti in faccia :S
     
     

  10. Du ha detto:

    Direi che non è male l’idea del Palladini 😉

  11. Tribuno ha detto:

    A parte il liutaio danese, direi che si tratta del più classico dei condomini in quanto a costituzione.
    In effetti è strano che in un condominio non hai legato con nessuno. 
    Comunque sei fortunato che nella descrizione non hai dovuto annotare urla rivolte ai bambini da parte dei genitori.

  12. Michele ha detto:

    "Il Condominio" un film neorealista di Mau Mozio.
    Candidato a 6 premi Oscar: miglior sceneggiatura, miglior film in dialetto, miglior attore protagonista (il condominio), miglior attore non protagonista (il trombone), miglior colonna sonora originale ("I canti religiosi del karateka"), miglior regia. 

  13. Donatella ha detto:

    Il condominio dove vivono i miei non sa neanche chi sia Vanvitelli visto che si tratta di "alloggi popolari" ex INA casa. Poiché le case si tramandano di padre in figlio, con rare vendite a terzi, pur essendo un condominio grande alla fine si conoscono tutti anche se con il tempo le relazioni fra condomini si sono molto ridotte. Mi raccontano sempre i miei genitori che d’estate c’era sempre festa nei cortili. Tra l’altro, mio padre e mia madre vivevano nello stesso palazzo… e come loro, altre coppie si sono formate all’interno del condominio.

  14. maria ha detto:

    In città è facile questa dispersione. In paese invece i vicini ti rompono le palle a nessun’ora! 🙂

  15. Josef ha detto:

    La frase iniziale poteva sembrare una minaccia, eppure a quanto pare ti è andata discretamente. Anche se non si è ben capito se il condominio è una bella struttura o meno (a parte la ristrutturazioni e i vicini molto espansivi).Il liutaio danese dev’essere un soggetto che merita conoscenza, almeno credo.

  16. Nicola ha detto:

    Il vicino è il primo soggetto colpito dal pregiudizio. Io sono molto radicale sulla questione: voglio andare a vivere in Alaska con 100 km di deserto bianco intorno. Sicuramente dopo vorrei tornare indietro….

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