Del variabile concetto della fila

 
La diffusa mancanza di ordine a Napoli mentre si fa una fila in coda a una cassa o a uno sportello postale è una idea, forse un luogo comune che caratterizza in negativo ulteriormente la città. Certo, la fila mentre negli altri paesi, nelle altre città, si snoda come un serpente, a Napoli si apre come la ruota di un pavone, nel senso che i nuovi arrivi si dispongono a raggiera, così che la comunicazione verbale risulti facilitata, c’è sempre qualcuno che inveisce contro il sindaco, contro gli statali, contro il governo e da lì parte un chiacchiericcio infinito. Di solito, io li stronco con una occhiata fulminante di disprezzo.
Però c’è da dire che c’è un posto a Napoli dove tutti si mettono rigorosamente in fila per due e non c’è verso che qualcuno possa passare avanti: le scale mobili della metropolitana. Hai voglia a dire che a Milano son tutti ordinati sulla destra e chi va di fretta sale o scende di corsa sulla sinistra, qui da noi non si scherza, la fila va rispettata!
 

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12 risposte a Del variabile concetto della fila

  1. salmastro ha detto:

    trovo lo stile napoletano affascinante…forse sarà l’ultimo baluardo nazionale dove le persone estranee si confronteranno…
    in controtendenza a generale modus operandi di isolarsi e confrontarsi solo via web,con persone sconosciute,
    la fila a ruota di pavone è sicuramente un modello da esportare…
    la qualità del chiacchericcio…su quello ti dò ragione…

  2. Virginia ha detto:

    cominciano alla nascita.
    provate a mettere in fila un gruppo classe transumante da un posto all’altra della scuola e poi mi dite… non c’è verso! andrebbero eliminati subito. ah, erode!

  3. Lilla ha detto:

    ma pensavate di essere i soli??? naaaahhhh … a Roma il concetto di fila è piuttosto … "astratto" …. 🙂

  4. Federico ha detto:

    Sono d’accordo con la Signora dei Sogni. Questo modo di fare la fila non è soltanto napoletano o meridionale, ma è  in generale italiano. Magari può variare l’ampiezza del ventaglio, ma la coda precisa in fila per uno (o per due) non è nelle nostre corde… Dico la verità, quando sono nei paesi nordici sono inquietato dalla precisione geometrica delle code. Riescono a mettersi in coda alla fermata dell’autobus anche quando sono in due, e addirittura hanno l’atteggiamento da "sono in coda" anche quando sono da soli… Altro senso civico…

  5. maria ha detto:

    Io devo essere un po’ napoletana, perché trovo sempre qualcuno con cui chiacchierare, ma solo un po’, perché non partecipo ai comizi affollati 🙂

  6. Paolo ha detto:

    mi piace l’interpretazione psicoanalitica data da Padmani. interessante. molto pure.
    il problema della fila non è napoletano. è italiano. ovunque ci si comporta come a Napoli.
     

  7. clelia ha detto:

    Secondo me, c’è una spiegazione psicanalitica: nessuno vuol mostrarsi l’ultimo della fila, quindi si mette sempre un pò più avanti. Frutto del DNA napoletanesco, per cui chi rispetta le leggi è ”fesso”.Chi non le rispetta, invece, è guappo, furbo e più uomo. Così è per i semafori e le precedenze. La scala mobile la rispettano perchè il napoletano è diffidente per natura, quindi preferisce ‘mandare vanti’ gli altri( i fessi) e poi sale lui (il vero uomo). Monnezza, dico io.

  8. Michele ha detto:

    Direi che è proprio un modo di fare la fila tutto italiano…

  9. Signora ha detto:

    No qui spezzo una lancia a favore del Nord!! anche qui le file sono totalmente disorganizzate, tranquillo… non è prerogativa del Sud! … purtroppo.. ;-))

  10. marilù ha detto:

    Se ti può confortare, non succede solo a Napoli ma da Roma in giù è ovunque così.
    Siamo terruncielli!

  11. Daniele ha detto:

    Quando esci di casa e dimentichi le chiavi (e in casa non c’è nessuno), rimani chiuso dentro o chiuso fuori??Comunque ogni regione ha i suoi modi, in piemonte invece si sta in fila e soprattutto in silezio. Se le file sono più di una ci si sposta su quella "più veloce" come quando ci sono le code in autostrada.

  12. Donatella ha detto:

    A me più di tutto ogni volta stupisce lo strano modo di mettersi in coda ai caselli autostradali…

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