Prodotti tipici

 
Nella settimana che sta per chiudersi son stato poco presente, ho prodotto poco sia come post che come commenti; l’inizio del  nuovo incarico è coinciso con l’emergenza diossine e perciò le ore di lavoro sono aumentate in maniera straordinaria (ma senza straordinario). Son giorni difficili per l’Italia, oltre alle difficoltà economiche la credibilità è minacciata dalle notizie che riguardano due prodotti tipici, simbolo del nostro paese nel mondo. Dopo la mozzarella di bufala adesso è stato il turno del vino, in seguito alla scoperta di una rete di truffe e sofisticazioni messe in atto in varie aziende. Anche in questo caso è partito il Sistema di Allerta dell’Unione Europea che ha costretto l”Italia a fornire tutte le giustificazioni e le  informazioni sull’episodio. 
E tutto in concomitanza con l’assegnazione alla città di Milano dell’Esposizione Universale del 2015, che guarda caso ha come tema "Nutrire il mondo-Energia per la vita". Insomma un grave impatto sulla credibilità di un paese che oltre a essere noto per le migliaia di opere d’arte è famoso per la sua cucina.
A proposito dell’arte e delle bellezze naturali, in questo fine settimana il FAI ha organizzato la XVI edizione delle Giornate di primavera in cui più di cinquecento monumenti, tra palazzi, chiese e parchi naturali di solito non accessibili, saranno aperti al pubblico.
A pranzo vino e mozzarella. 
                                          mozzarella    
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10 risposte a Prodotti tipici

  1. Unknown ha detto:

    Le
    aziende campane rispondono all’allarme diossina ed agli effetti negativi
    dell’emergenza rifiuti.

     

    La paura diffusasi tra
    i consumatori per i rischi connessi al recente allarme diossina riscontrato
    nella mozzarella di bufala nonché al rischio contaminazione dei terreni
    agricoli da parte di rifiuti tossci con la conseguente crisi nelle vendite del
    settore agroalimentare ha spinto alcuni imprenditori ad agire tempestivamente
    per scongiurare gli effetti di un ingiustificato boicottaggio nei confronti dei
    tanti prodotti tipici che rappresentano la vera ricchezza della regione.

     

    E’
    questo il caso di un’azienda del settore lattiero-caseareo che produce e
    commercializza  BUFALAT, latte di bufala campana da bere,
    noto ai più accaniti salutisti per il suo elevato apporto di elementi nutritivi
    e per la sua elevata digeribilità. La “Fattori
    Garassi”, questo è il nome dell’azienda ha infatti deciso di rispondere in
    maniera decisa alla grave situazione venutasi a creare in seguito agli scandali
    emersi nell’ambito della cattiva gestione dei rifiuti in campania ed al più
    recente allarme diossina. L’azienda in questione, come molte altre del medesimo
    settore, ha accusato i colpi di un grave rallentamento nelle vendite del
    proprio latte, che viene distribuito in tutta Italia ed in alcuni paesi Europei
    a causa della paure diffusesi tra i consumatori. L’amministrazione della Fattoria Garassi ha così deciso di
    correre ai ripari lanciando una campagna di comunicazione a supporto dei propri
    prodotti. L’obiettivo, dice l’azienda, è dimostrare ai nostri clienti
    l’infondatezza delle loro paure, dovute principalmente alla campagna mediatica
    che in questi mesi, ha compromesso seriamente la nostra immagine e quella di
    una interia filiera produttiva. Per queste ragioni ci siamo rivolti ad
    un’agenzia di comunicazione per definire una strategia di risposta ad una
    situazione che se continuasse a perdurare avrebbe effetti devastanti anche sul
    piano occupazionale. La campagna pubblicitaria messa in atto dalla Fattoria Garassi sottolinea non solo la
    genuinità del proprio latte, BUFALAT,
    ma anche l’impegno che l’azienda agricola ha sempre profuso nella difesa
    dell’ambiente. L’azienda infatti ha ottenuto importanti certificazioni che
    attestano il rispetto di precisi standard nella produzione e trattamento dei
    rifiuti provenienti dal ciclo produttivo, come ad esempio l’impiego delle
    biomasse per la generazione di energia che poi viene impiegata per alimentare
    gli impianti, l’ottimizzazione del volume e della quantità degli imballaggi,
    l’uso di brick totalmente riciclabili e biodegradabili per la conservazione del
    latte di bufala.

    E’
    importante, ribadisce l’azienda, che siano innanzitutto gli imprenditori locali
    a dare dei chiari ed inequivocabili segnali del loro impegno e senso di
    responsabilità  verso l’ambiente. Solo in
    questo modo, conclude, possiamo garantire ai nostri prodotti il rispetto e
    l’immagine che meritano.

     

    Per
    chi volesse approfondire vi rinviamo al sito dell’azienda:

     

    <a
    href="http://www.fattoriagarassi.com">fattoriagarassi.com</a&gt;

  2. Michele ha detto:

    Arriveremo al Vino di Bufala o alla Mozzarella d’uva ?

  3. perlinavichinga ha detto:

    io sono a dieta… per cui trangugerei mozzarella e vino =)(guarda che jeeg è messo molto bene!)

  4. Signora ha detto:

    e vada per vino E mozzarella! ma dai… non è possibile che le qui presenti signore siano ‘astemie’ ;-))

  5. micky ha detto:

    lol… li ho scelti perché la scritta è minuscola!

  6. Lilla ha detto:

    il vino non mi piace … ma per la mozzarella vado pazza … perciò, se posso …. cedo il mio bicchierozzo di vino per un pezzo di mozzarella in più!! buona domenica!!

  7. micky ha detto:

    vada per il vino, ma la mozzarella lasciamola agli ammalati!che bevi? rosso o bianco?(la scritta per fortuna viene eliminata!)

  8. Virginia ha detto:

    vada per la mozzarella, ma niente vino, please!
    ( non lavorare troppo! )

  9. Fabio ha detto:

    e dire che le possibilità di avere una "Bella Itaglia" ci sarebbero tutte…

  10. Nicola ha detto:

    Meglio el solito finale all’italiana: tarallucci e vino!
    Poco conta la quantità!
    Ciao

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