Attacco o fuga

 
I miei studi di fisiologia mi hanno insegnato che alla base dei comportamenti dell’uomo come mammifero, in situazioni di stress o di pericolo, c’è la risposta del sistema nervoso simpatico il quale regola la produzione di adrenalina per il riflesso di attacco o fuga.
Questo meccanismo predispone a reagire al pericolo attraverso la rapidissima attivazione di tutte le funzioni neuro-vegetative necessarie: accelerazione cardiaca, aumento del ritmo del respiro, tensione muscolare, aumento dell’attenzione e della vigilanza. In pochi istanti il corpo è pronto ad attaccare con rabbia un oppositore o fuggire impauriti da un nemico più forte.
Il meccanismo attacco-fuga si rivela però inadeguato quando siamo di fronte a un pericolo più evoluto, che riguardi cioè l’idea che abbiamo di noi stessi, della nostra posizione sociale, o che riguardi il nostro modo di vivere i rapporti con gli altri, oppure eventi temuti, insomma, pericoli di natura diversa dal pericolo fisico.
Negli anni ho imparato che, oltre a queste due possibilità ce n’è una terza: l’evitamento, il non affrontare l’ostacolo ma aggirarlo, il mimetizzarsi con l’ambiente. Questo riflesso è ancora più ancestrale, è un livello inferiore definito sistema vago-dorsale, già presente nei pesci e negli anfibi e viene utilizzato per la difesa fondamentale dell’organismo quando vi è un pericolo improvviso. La creatura si blocca e finge di essere morta, l’organismo resta completamente immobile, per quanto riguarda il comportamento, e i processi viscerali si bloccano.
Sarò una chimera, un po’ mammifero un po’ anfibio, ma ho sempre preferito l’evitamento delle situazioni temute, riuscendo a confondermi con la mia ombra. Però col tempo ho scoperto questo sistema aiuta solo apparentemente a risolvere i problemi. Prima o poi la vita ci riporta davanti i problemi e allora prima di andare in ansia, scatenare fobie, cadere in depressione, è meglio prepararsi ad affrontare le situazioni e tenersi pronti a premere il pulsante "attacco/fuga".
 
occhi1146
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13 risposte a Attacco o fuga

  1. Fabio ha detto:

    fuga

  2. marilù ha detto:

    Mi viene in mente un antico proverbio siciliano "U fuiri è virogna ma è sarvamentu ri vita" (la fuga è una vergogna ma salva la vita).
    Ovviamente bisogna anche saper valutare quando sia il caso di fuggire e quando di attaccare.

  3. Nicola ha detto:

    Mi ricorda il motore di una macchina che non vuole partire. Hai la benzina, il pistone e tutto è pronto ma la macchina non và avanti o indietro, perchè? Manca la scintilla dell’accensione, quella scarica che accende il movimento. Personalmente attacco quando sono arrabbiato altrimenti cerco sempre una attenuante generica per il mio comportamento. Se fossi una chimera sarei un incrocio tra un avvocato e un chiwawa (che non mi ricordo come si scrive).
    p.s.: Mara si ricorda di te e dice di salutarti.:-)

  4. Donatella ha detto:

    Ora che mi ci fai pensare… tutte le volte che mi sono trovata in una situazione simile, ho scelto l’opzione "attacco"… eppure sono una persona così tranquilla 😉

  5. Lilla ha detto:

    non seguo uno "schema" preciso: dipende! dipende dalle situazioni e da … quanto mi interessa risolvere la cosa "costi quel che costi" … ma posso dirti che spesso mi è capitato di stare più male per "l’attesa" che non per il "verdetto finale" che, anche se doloroso, ho vissuto quasi come una liberazione …

  6. ha detto:

    Solitamente la miglior difesa è l’attacco,ma dipende dal tipo di pericolo….piedi in culo e scappi se proprio è pericoloso…-

  7. Virginia ha detto:

    dove sono? esisto?
     
    ( abbiamo fatto, quasi tutti, un corso di diplomazia accellerata, vedo… )

  8. maria ha detto:

    Io lo faccio quando mi innamoro. Appena vedo l’oggetto del mio desiderio mi mimetizzo e cerco di non farmi vedere. Molto maturo, a quarant’anni.

  9. Signora ha detto:

    dimenticavo… ovvio che non sono brava a correre sulla terra… ma mettimi in una vasca e divento un delfino… forse sono un pesce e non me ne sono mai accorta 😦

  10. Signora ha detto:

    Io sono ancora più… tortuosa… a volte attacco… ma la maggior parte utilizzo l’evitamento, mascherandolo da… ‘quieto vivere’… degli altri 😉

  11. Federico ha detto:

    Anche io tendo all’Evitamento… e (purtroppo) condivido perfettamente le conclusioni a cui sei arrivato tu.

  12. Giulio ha detto:

    Anch’io sono in genere per la fuga. Dopotutto "soldato che fugge, buono per un’altra volta" :-))

  13. Du ha detto:

    Sono stato sempre per la fuga, sarà che sono sempre stato particolarmente veloce.

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