La rivoluzione dei monaci

Dicono che la Birmania sia uno dei paesi più belli del mondo.
Mi pare che in un meme, coinvolto dalla principessa Perlina, l’avevo indicato come uno dei cinque posti di sogno che vorrei visitare. In questi giorni è nelle cronache di tutti i mezzi di comunicazione per i gravi avvenimenti che vi stanno accadendo.
Dal blog di Michele raccolgo l’invito ad aderire, simbolicamente, al movimento che sta cercando di riportare la libertà e la democrazia, con una foto, scattata in Thailandia, a un monaco buddista.
Uno, per onorare i tanti che stanno manifestando, più su, in Birmania.
 
thai 006
Bangkok – 2002
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12 risposte a La rivoluzione dei monaci

  1. perlinavichinga ha detto:

    fa parte anche dei miei viaggi da sogno…però prima bisogna sognare il loro paese, libero.principessa? uh

  2. Virginia ha detto:

    a noi piace il rosso!

  3. Signora ha detto:

    E meno male che il blocco per scrivere è bianco… altrimenti stasera ci lascia gli occhi questa povera vecchietta ;-))
    Purtroppo le notizie che riescono ad arrivare su molti paesi, Birmania compresa, non danno adito a molto ottimismo. Sono con i monaci per la loro rettitudine, così come sono sempre stata con quelli Tibetani che continuano da mezzo secolo e più la loro lotta contro un regime.
    Il paese è già politicamente isolato dagli stati vicini e questo già prima che iniziasse questa rivolta: un’amica aveva già prenotato la partenza per il 24 di questo mese ed è così che ho saputo che la Birmania non è raggiunbile se non per via aerea. Frontiere terrestri chiuse e da tempo.
    Metterò anche io qualcosa di Rosso (a parte il mio nome…) ma mi piacerebbe che si ricordassero anche molti altri paesi dove la libertà è negata: Ruanda, Sudan, Burkina-faso, Mauritania… e la lista è molto lunga purtroppo…
     

  4. Michele ha detto:

    Uh… è arrivata l’onda rossa vedo !
    Bravo !

  5. Ferdinando ha detto:

    urge la legge elettorale per i Feaci… 😀

  6. Ferdinando ha detto:

    In effetti sembra il sito di un mattatoio comunale oggi il mio blog. Il dipartimento di semiotica applicata di Mobilis in Mobile non ha voluto mezze misure… 😀 Anche quello di memetica applicata ha fatto la sua parte cogliendo al volo l’invito di Michele 🙂

  7. fab ha detto:

    è molto interessante l’editoriale della Repubblica sui monaci Birmani..
    Libertà per la Birmania, libertà per ed in tutti i paesi del mondo
    Fab

  8. Michele ha detto:

     
    Grazie !
    Spero che tu sarai di un bel rosso gabibbo visto che qui di rosso ne vedo ben poco… 😉 (il blog di Nando è impressionante…).

  9. Andre ha detto:

    Mi ha stupito vedere come sui siti web dei giornali d’oltreoceano la notizia avesse pochissimo risalto.

  10. Federico ha detto:

    Ciao Mau ! Quanto tempo che , purtroppo,  non passavo più da te.Lo vedo anche dai cambiamenti apportati al tuo blog .Comunque sia una delle estati più brutte in assoluto della mia vita si è chiusa  …finalmente .. è passata…per fortuna…adesso le cose riprendono ad andare un pò meglio , e con questo tornerà anche la voglia e il tempo di scrivere come sempre..stavolta sarà il pallido sole dell’autunno a rinfrancare le energie invece di quello estivo , mettiamola così .Ti ringrazio tantissimo per la tua segnalazione , io ricambio al più presto con te su blogitalia .Stanotte pubblico sul blog una poesia del 2004  , che ormai , come dire , avevo ferma lì da tempo a impolverarsi ,  e poi riprenderò a scrivere come sempre…non era la voglia di scrivere che mancava , erano le forze..ora tutto dovrebbe andare meglio .Spero a presto!un abbraccio forteFede

  11. Du ha detto:

    Bisogna cercare di mantenere l’attenzione sulla Birmania, il problema è che ora danno la caccia anche ai giornalisti..

  12. Unknown ha detto:

    L’esempio dei monaci buddisti è da seguire: la democrazia esce dai monasteri che sono da sempre espressione di moralità, tradizione, cultura. Spero che il popolo birmano si liberi dal regime in modo non violento con l’ausilio della sola forza di risorse apparentemente intangibili come moralità, cultura, conoscenza, informazione libera, ma che però sono i veri pilastri di un sistema democratico (non le bombe, le sanzioni, gli embarghi). I monaci,  con la loro protesta pacifica, sono convinti che la democrazia potrà essere ristabilita senza spargimento di sangue e sperano che la comunità internazonale si interessi finalmente al loro Paese. Mi auspico che i monaci abbiano ragione e che si possa concludere tutto pacificamente. Spero anche che non cali l’attenzione mediatica (la Rete li sta aiutando) perché a telecamere spente si possono compiere indisturbati crimini orribili.Domani tutti tutti con qualcosa di rosso o di arancio, per solidarietà!!! 😉

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