Porta a porta

Sono passati molti anni da quando monsieur Diderot ebbe l’idea della sua Encyclopédie e da quel momento centinaia di volumi hanno cercato di raccogliere e sintetizzare le migliaia di informazioni sugli argomenti più disparati.
In passato non c’era casa che non avesse sugli scaffali una enciclopedia, e quando leggo o sento questa parola nella mia mente tornano in mente alcune immagini:  
-la collezione dei "Quindici" che non avevo e che invidiavo ai miei cugini perché c’era un volume intero dedicato ai giochi e uno con le storie della mitologia greca;
-una enciclopedia rilegata in nero con le pagine giallastre, ormai consunta, eredità del nonno, improponibile, ancora con la cartina geografica dell’Impero Ottomano;
-l’enciclopedia "delle scienze per i giovani" venduta a scuola da strani personaggi che con la compiacenza degli insegnanti organizzavano delle giornate in cui tra banalissimi premi e la visione di un film riuscivano a estorcere l’acquisto di volumi inutili;
-l’Enciclopedia per eccellenza, la mitica "Treccani", compresi l’atlante e l’aggiornamento periodico, quella che compare sempre nelle librerie alle spalle dei commentatori più autorevoli, politici, giornalisti, scrittori, studiosi. Il dubbio è, ma qualcuno l’ha mai usata?
Una volta con orrore ho scoperto che nella libreria della casa di una coppia di conoscenti i libri erano ancora avvolti nel cellophan, così da non farli rovinare. Il libro ridotto a puro effetto decorativo, tanto valeva comprare quei finti libri che si trovano nei negozi di mobili.
Però al giorno d’oggi ha senso ancora possedere una enciclopedia? La storia corre, il mondo cambia con una velocità elevatissima e quello che è vero oggi potrebbe non esserlo domani oppure tutto quello che ignoriamo oggi potrebbe essere accessibile in pochissimo tempo. E poi le informazioni viaggiano in rete, qualsiasi cosa si voglia conoscere si trova alla portata di tutti.
La mia Treccani nel frattempo è ancora qui con me, pur senza averla aperta più negli ultimi anni, mi fa un po’ triste vederla scesa al primo livello della libreria, quello più in basso, meno agevole, che potresti pensare sia messa lì come robusta base degli scaffali, per mantenere il suo ruolo di base del sapere.
Uno degli effetti di questo abbandono della carta stampata è che sono scomparsi i venditori di enciclopedie porta a porta, quelli che se non stavi attento potevano inondarti la casa di decine di volumi dell’enciclopedia britannica "che serve sempre".
E "porta a porta", non la trasmissione che mi onoro di non aver visto mai, nemmeno una puntata, ma l’andare casa per casa, è quello che facciamo girando per blog, però senza cercare di vendere nulla, solo per scambiarci le informazioni e un po’ di amicizia.
A proposito visto che ci siamo, avrei da proporre un photo-contest, pagabile in una sola rata o più rate.
 
DSCN3546
Budapest – 2006
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Libri. Contrassegna il permalink.

11 risposte a Porta a porta

  1. Ferdinando ha detto:

    La clamorosa vittoria di Nando e di Mauro, a pari merito, al contest organizzato dal kerouachiano Andrea, non poteva lasciarli impassibili e insensibili all’imperante smania di lanciare eventi nella blogosfera. Così dopo lunghe e tribolate discussioni hanno pensato di proporre un contest da ambientare sulla loro (ma anche nostra) isola di riflessione, l’isola dei Feaci.
    Scartato un certamen poetico-letterario la scelta è stata quella di affidarsi alla ennesima gara fotografica in cui l’idea di base è la mimesi.
    Così la loro isola dei Feaci, in contrapposizione al mondo dell’isola dei famosi, dalla riflessione volge lo sguardo all’arte, ma senza volere strafare. E’ uno sguardo curioso e bambino, con l’idea di fondo di divertirsi tutti assieme e di conoscere nuovi amici tramite il nostro comune hobby, e sottolineiamo hobby, della fotografia.
    L’invito è quindi a proporre foto in cui sia richiamato un dipinto o una scultura o una qualunque opera d’arte.
    Scrivono Nando e Mauro:
    Quante volte in un viaggio, davanti a una statua ci siamo messi in posa imitando le movenze del soggetto rappresentato oppure uno spensierato pic-nic estivo ci ha riportato alla mente il quadro “Dejeuner sur” o ancora, una foto di una persona particolarmente grassa ci ha ricordato un quadro di Botero e un campo di grano o di girasoli ci ha fatto pensare a Van Gogh.
    Ecco, questo è lo spirito del contest, raccogliere foto che rappresentino, che richiamino un’opera d’arte non semplici foto di un’opera d’arte.
    Per la designazione del vincitore, le fotografie, pubblicate nella Galleria dell’Isola dei Feaci, saranno sottoposte all’implacabile giudizio delle sette Muse.
    E (kai) a chi avrà inviato la migliore foto, un simpatico premio in stile con il contest, per avere sempre l’immagine dell’arte davanti a sé.

  2. Donatella ha detto:

     Anche io invidiavo i miei cugini che avevano "I Quindici" e a me toccava avere la Rizzoli-Larousse perché più seria e utile 😦
    Ne avevo anche una per ragazzi, con la foderina bluette, ma di cui mi sfugge il nome. Il bello di quella enciclopedia era che aveva dentro le schede illustrate, perciò potevo ritagliare le figure e incollarle sulle ricerche da portare a scuola.
    Buon fine settimana

  3. ha detto:

    ricordo ancora quando a scuola arrivava "l’enciclopediere"…cioè l’omino tutto incravattato che ti dava il cedolino da portare " a mamma e papà"….e che inevitabilmente finiva nella spazzatura…" non ci sono soldi"..rammentava mia mamma… ma alla fine ce la comprarono  a rate..-
    oggi anch’io ne possiedo una sulla libreria, ancora incelofanata ….le streghe usano Internet, i tempi cambiano e la storia pure… non vale proprio la pena oggi acquistarne una…sebbene prenderebbe poco spazio sulla libreria essendo in vendita quelle su CD Rom…
    Maumozio caro….ho visto il contest dell’isola dei Feaci, come ho già detto a Ross, è una gran bella iniziativa per gli amanti della fotografia, avvisami quando stilerete la classifica, mi piacrebbe molto vedere le foto…
    salutini

  4. soleluna ha detto:

     Nonostante la presenza in casa di tre enciclopedie generiche, ognuna in 12 volumi, più altre tematiche quella della salute, sul fascismo, sul marketing, sulla pesca…), anch’io da ragazzina desideravo ardentemente la mitica treccani. Di nascosto inviai una cartolina, di quelle che si troivavano allegate ai settimanali, per avere "ulteriori informazioni" per un eventuale acquisto… quando mia madre vide presentarsi il rappresentante senza avere la più pallida idea di come ci fosse arrivato a casa nostra cadde dalle nuvole… poi capì che ero stata io e obbligò me a scusarmi e a rifiutare gentilmente l’offerta! mai una volta che me ne fossi stata buonina in un cantuccio…

  5. Mauro ha detto:

    dimenticavo una poderosa "Enciclopedia del Cinema" e una indigeribile "Storia d’Italia", di quelle a fascicoli che alla fine della raccolta ti sono costate una cifra spropositata…. 

  6. Signora ha detto:

     Mitico! Semplicemente mitico…
    Hai rispolverato ricordi che mi onoro di avere… Mia madre terrorizzata quando le dicevo che volevo una nuova enciclopedia… e io che poi sfogliavo avidamente tutti gli atlanti…
    Serve una ‘Vita Meravigliosa’ in 16 volumi? credo sia ancora in cantina da mio padre ;-))

  7. fab ha detto:

    toc toc…non vendo nulla, lascio un saluto.
    La Treccani l’ho sognata per un lungo periodo…poi…ho smesso di sognare..
    capita
    Fab 

  8. Λle Bσsk ha detto:

    Un sorriso in quello che scrivi (anzi, più di uno) me lo strappi sempre!
     
    i Quindici!!! li avevo anch’io (i miei cioè) ma non so più che fine abbiano fatto.
     
    Ho letto qualche tempo fa su un giornale stamparo
    la classifica della parole più cercate su Google a livello mondiale,
    da mettersi le mani nei capelli.
     
    Eh già, la conoscenza e la diffusione corre oggigiorno,
    ma la stupidità umana pare più veloce 😛
     
    Ciao ciao =)

  9. maria ha detto:

    Tra le varie ho l’Utet,bellissima! 

  10. Lilla ha detto:

    E’ vero … "I Quindici" … con i dorsi di colori diversi!! Quaaanto la invidiavo ai miei cugini!!! I Quindici ed Il Manuale delle Giovani Marmotte!!! Avrei dato qualunque cosa per averli!!! Invece noi avevamo la Rizzoli-Larousse … fedele "compagna" di tante e tante ricerche!!! Ora c’è Internet … invece che "porta a porta" è … un "casa per casa" … ma non è la stessa cosa …

  11. Du ha detto:

    I Quindici li avevano tutti i miei amici, io avevo l’enciclopedia per i giovani edita da Rizzoli, ce la ho ancora a dir la verita e anche ben conservata. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...