Der Kommissar

 

Non abbiamo mai parlato.

Non avevamo idee da condividere.

Eppure,

adesso che mi guardo allo specchio vedo il tuo volto,

nelle fotografie riconosco la tua espressione,

se parlo,

sento le tue parole.

 

Da ragazzino, preso dalle mirabolanti avventure di pirati e corsari, non amavo i romanzi gialli,  vedevo mio padre leggerli avidamente e accumularli in pile sul suo comodino, e poi trovare sempre più difficilmente posto nella libreria.

E invece, da qualche anno, mi ritrovo sempre più appassionato lettore di storie noir, di polizieschi, di legal thriller; non che legga Scarpetta o Grisham, i best sellers che da qualche anno occupano stabilmente le prime posizioni nelle classifiche dei libri più venduti. Preferisco le piccole storie italiane, narrate da qualcuno che ha lavorato nel settore e ha pensato che poteva mettere a frutto i risultati, le esperienze di tanti anni sul campo. E’ il caso di magistrati o poliziotti, come De Cataldo e Carofiglio, De Cara o  Giuttari. Però poi, ogni tanto mi ritrovo a leggere qualche autore non italiano, come Markaris un emulo di Camilleri, anche per l’età, solo che il suo Montalbano si chiama Charitos e vive ad Atene. E recentemente ho scoperto il commissario Moch, protagonista di un romanzo giallo con riflessi esoterici ambientato nella città di Breslavia mentre dilaga l’occupazione nazista.

Infine, oggi alla FNAC ho riscoperto De Angelis, uno scrittore italiano, morto per mano fascista, autore di alcuni romanzi che vedono il commissario De Vincenzi risolvere efferati crimini. Qualcuno della mia età ricorderà la versione televisiva, con un indimenticabile Paolo Stoppa.

La cosa bizzarra accaduta è che l’unica copia esposta, portava all’interno a coprire il prezzo, un adesivo con il nome di una piccola libreria di Udine. Ovviamente gli addetti alle vendite sono rimasti allibiti e straniti, e tutti ci siamo chiesti chissà quale percorso avrà compiuto questo libro prima di finire sugli scaffali di FNAC.

Bisognerebbe far partire un’indagine.

 

Ancona – 2007

  

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6 risposte a Der Kommissar

  1. Ferdinando ha detto:

    Abbiamo messo il titolo in tedesco tutti e due… comincia ad essere preoccupante 🙂 

  2. Ferdinando ha detto:

    I camionisti hanno i calendari con le donne nude, i fuori-sede le stampe delle geishe giapponesi. Giusto per darsi un tono, ma l’idea di fondo è la stessa se vogliamo. Comunque la geisha di casa Cupiello è vestitissima e finissima, l’abbiamo ereditata dalla antica vecchia morta.

  3. Michele ha detto:

     
    Un libro sulla rotta Udine-Napoli ?
    Tempo fa impazzava la moda del bookcrossing, ma non credo che sia avvenuta così la transumanza letteraria…

  4. Daniele ha detto:

    … A me i gialli non hanno mai appassionato più di tanto.. Provai anch’io da bambino a leggerne qualcuno, ricordo il mitico tenente Kojak per esempio..! Oggi l’unico giallo che ho letto, se così lo si può chiamare, è il Codice Da Vinci.. Ma quella forse è tutta un’altra storia…
     
    Comunque mi fa piacere, buon per te… Dico, col passare degli anni si coltivano passioni e se ne scoprono di nuove, inaspettate.
     
    Buona lettura!! 😉 

  5. Robba ha detto:

    Non adoro i gialli, anche se ogni tanto, uno lo leggo volentieri…io comunque pensavo che volessi parlare di Falko :-)))

  6. Lilla ha detto:

    Una tantum mi piace leggere qualche giallo … ma non posso dire di essere un’incallita lettrice …
    Ho invece un vago ricordo di Paolo Stoppa che veste i panni del commissario De Vincenzi … qualche frammento … qualche "scena" … ma non posso dire di ricordare bene lo sceneggiato …. e visto che la nostra età varia di poco (ed io vinco per eccesso!!) … o non ero abbastanza attenta o … l’età avanzaaaaaaaaa e la memoria fa cilecca (ehmmmm … preferisco la prima ipotesi)!!!
    PS: Ma tu lo ricordi Alberto Lupo ne "La Cittadella" e Ubaldo Lay ne "Il Tenente Sheridan"?!?!? ?!?!?! Io si!!! Forse allora la prima ipotesi è la più corretta … fiuuuuuu!!! 😉

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