Non siamo tutti Cattelan

Cattelan fa precipitare un meteorite sul papa, espone bambini impiccati agli alberi, mette in ginocchio Hitler, ma non basta un manichino, anzi quattro manichini, in una posizione naturale ma in una locazione spazio temporale inappropriata a far sì che la scena si trasformi in una installazione artistica, soprattutto se l’idea non è delle più originali…. ma da ignorante della materia, mi sono sempre chiesto qual è il limite tra un semplice gesto, un disegno, un abbozzo, e l’espressione artistica. Se è arte Lucio Fontana con i suoi tagli nelle tele, Piero Manzoni con la sua merda d’artista in scatola o Alberto Burri e le sue plastiche bruciate, chiunque può sentirsi in grado di produrre un’opera d’arte; i graffitari possono proporsi tutti novelli Basquiat e i fotografi dilettarsi alla maniera di Andy Warhol. Ricordo una installazione sotto il colonnato della chiesa di piazza Plebiscito a Napoli, con decine di mobili, sedie, armadi, cassettoni, sospesi al soffitto con delle corde e che penzolavano pericolosamente; rimasi affascinato ma arrivare a comprenderne il significato, se c’era, è cosa ben difficile.

Napoli 2006 – Chiostro S. Pietro a Majella

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6 risposte a Non siamo tutti Cattelan

  1. Girolamo ha detto:

    hai pescato qualcosa in quel chiostro? 😉

  2. elena ha detto:

    beh, è talmente difficile distinguere arte da porcheria, che già tra quelli che tu metti in dubbio io ho alcune piccole passioni.. Burri, ad esempio..
    ora, non ci basterà mai dire che arte è ciò che provoca emozione, o ciò che non è mai stato percorso, o ciò che si avvicina al perfetto.. perchè per l’arte, come per la bellezza in generale, non esiste un giudizio univoco.

  3. Robba ha detto:

    Sapessi da quanto tempo cerco di distinguere tra idiozia e arte…quando riesco ti faccio un fischio ;-)))

  4. marilù ha detto:

    ho deciso di preparare una mostra (moglie del mostro)
    Intanto ho già realizzato due opere monumentali. Si tratta di due tele 25mx 37m da vendere a condomini esclusivi di ricchi a ufa (che non è la moglie dell’ufo) o a istituzioni pubbliche. Su sfondo bianco campeggia la scritta in vernice nero seppia "fesso chi legge" e sull’altra tela ho scritto in rosso "imbecille chi compra"
    Che te ne pare?
    non è per immodestia ma sono certa che gli americani due milioncini di euro a tela me li daranno.
    Per la prima della mostra ho pensato di dotare i galleristi di pattini a rotelle, monopattino a pedale, girello in versione turbo e farli girare tra i vari ospiti a magnificare le opere esposte.
    Io arriverò in sidecar  con tenuta da aviatore della prima guerra mondiale.
    E quando diventerò ricca e famosa dirò di me che sono la solita idiota (tanto me lo potrò permettere)
    Questo significa essere artisti… altro che Burri, Fontana, Pomodoro e ‘sto padano di Cattelan… Mi fanno un baffo mi fanno… tsè.
    A proposito… mi vuoi fare da agente? Hai visto mai che risolvi i problemi di distribuzione della ricchezza…
     
    Vuoi essere il mio agente?
     

  5. Vitt0 ha detto:

    parole sante!
    …a me mancava la poesia…
    …e se devo essere sincero mi mancavi un po anche te.

  6. maria ha detto:

    ..e ,infatti, anche io sono un’espressione artistica
    …un ibrido tra Leonardo e Balla…
     
    una palla con la barba,
     no, con la parrucca alla Gioconda!
     
     

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