Tracce del Mamozio

La storia del Mamozio ha inizio a Pozzuoli, dove nel 1704, fu ritrovata una statua acefala attribuita al console romano Lolliano Mavorzio. A essa fu applicata una testa tanto piccola da apparire assolutamente sproporzionata al corpo e soprattutto con un’aria imbambolata. I puteolani trasformarono il nome di Mavortio in Mamozio, che da allora assunse il significato di sciocco. La statua collocata nella piazza del mercato veniva definita dal popolo con il nome beffardo, Santo Mamozio. Situata tra bancarelle di agli e cipolle, tra ceste di peperoni e melanzane, Mamozio divenne il protettore dei venditori di prodotti ortofrutticoli i quali gli rivolgevano suppliche per garantirsi l’abbondanza e la qualità dei prodotti della terra e nella stagione ricca gli lanciavano fichi e pomodori!
 
Ma si hanno tracce anche a Procida, piccola isola dell’arcipelago campano, dove la denominazione popolare definiva del Mamozio, il palazzo Emanuele (sec.XIX) dal mascherone che orna la rosta del portone.
 
E pure a Ponza, dove Mamozio è una delle più note statue romane rinvenute sull’isola nel 1700. Nel 1809 la statua fu decapitata da un soldato francese e tale rimase fino al 1844 quando si provvide a fornirle una nuova testa, scolpita da un artista locale, ma che, in seguito, è stata rimossa definitivamente.
 
Fra’ Mamozio era il compare di Totò (Macario) nel film "ll monaco di Monza". 
 
 
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6 risposte a Tracce del Mamozio

  1. Paolo ha detto:

    se la butto sulla politica spero nessuno si inca..i
    il santo dei venditori di verdure e anche degli agricoltori delle coop rosse dovrebbere essere Bersani.
    ho letto poco fa che c’è un collegato alla finanziara che permette alla cooperative agricole
    di non pagare l’odiatissima Ici.
    Per quanto riguarda il mamozio anche qui dalle mie parti si usa dirlo.
    Del resto la Calabria ha fatto parte del regno delle Due Sicilie….quindi…..
    è piuttosto ovvio.

  2. Ferdinando ha detto:

    Ecco l’origine del Mamozio 🙂

  3. Alessandra ha detto:

    Capito per caso… e scelgo un intervento a caso, per un suggerimento…
    (non è vero…     la storia del maumozio…è sorprendentemente carina… )
    tra i tuoi libri l’Amicizia, ne ho trovati di interessanti,  se avrai modo e tempo, ti consiglio di leggere ‘Preghiera per un amico’ di J.Irving …ai tempi in cui l’autore ancora non era stato travolto dal successo, ha scritto questo libro, che è di una dolcezza travolgente. Fino a un paio di anni fa non si trovava in libreria, ultimamente l’ho visto in edizione economica della BUR.
    ciao ciao
    ale

  4. Claudia ha detto:

    Adoro il Kapok! Palermo è piena di quest’albero secolare originiario del sud america con i suoi fiori che sembrano delle orchidee. Simbolo sacro dei Maya, albero nazionale del Puerto Rica – semplicemente fantastico! 

  5. Sabrina ha detto:

    Effinalmente ho avuto notizie del maumozio!
    Anche la statua di giordano bruno sta su una piazza di mercato, quella di campo de’ fiori ma i venditori ambulanti non la pregano ma si… ehm fanno gli scongiuri perchè non ha l’aria di uno che porta bene.
    Cmq anche maumozio… bello sfigato pure lui

  6. maria ha detto:

    Infatti spesso si dice:’Chill è nu maumozio’!
     
    Mh…sinceramente non saprei come aiutarti nella ricerca del capello perduto, forse Sabri si riferiva a quelli del Disguido!!
    😉

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